Previsioni meteo provincia di Cuneo per sabato 17/10/2026
Domani inizia un complesso e a tratti molto intenso cambiamento meteo
AGGIORAMENTO ORE 20.00
RIASSUNTO:
??? DOMENICA 18 – PRIME ORE DI LUNEDÌ 19
Liguria: dalle 08:00, possibile fase di piogge molto abbondanti e persistenti, soprattutto nel settore compreso fra Capo Noli e il Monte di Portofino. Non tutta quest'area sarà necessariamente colpita allo stesso modo. Possibili criticità locali anche importanti.
Basso Piemonte: dalle 10:00, precipitazioni generalmente più contenute, soprattutto sui settori sudorientali. Non emergono particolari criticità per questa prima fase.
?? LUNEDÌ MATTINA
Fra le 06:00 e le 10:00 è attesa una progressiva disorganizzazione della prima fase precipitativa, con possibile pausa o attenuazione dei fenomeni.
??? LUNEDÌ, NELLE ORE SUCCESSIVE
Possibile seconda fase prefrontale, che potrebbe coinvolgere nuovamente anche il centro della Liguria. Evoluzione ancora incerta.
?? MARTEDÌ 20
Atteso il passaggio del fronte principale, potenzialmente molto piovoso. Intensità, distribuzione e conseguenze ancora da definire, anche in relazione alle precipitazioni dei giorni precedenti.
?? Rispettare le allerte ufficiali.
Prossimo aggiornamento: domenica, entro il primo pomeriggio.
QUI SOTTO L'ANALISI COMPLETA PER CHI DESIDERA CAPIRE IL PERCHÉ DELLA PREVISIONE.
Come promesso stamattina, ho dedicato parte del pomeriggio a un'analisi più approfondita della prima fase del peggioramento, quella compresa fra le 08:00 di domenica 18 e le 06:00 di lunedì 19 ottobre.
I risultati permettono di aggiungere alcuni elementi concreti a una previsione che rimane complessa e caratterizzata da importanti margini d'incertezza.
COSA ABBIAMO CAPITO DAI MODELLI AD ALTA RISOLUZIONE?
AROME e i modelli della famiglia ICON descrivono una struttura atmosferica sostanzialmente coincidente: una fascia di convergenza, chiamata boundary, destinata a organizzarsi sul Mar Ligure e a mantenersi attiva per molte ore.
La zona maggiormente esposta, secondo queste elaborazioni, rimane quella compresa grossomodo fra Capo Noli e il Monte di Portofino, con possibili interessamenti delle aree adiacenti.
I modelli differiscono soprattutto nella collocazione del nucleo precipitativo più intenso, con spostamenti dell'ordine di 20–50 chilometri.
Una distanza apparentemente modesta, ma che in Liguria può fare tutta la differenza del mondo: significa spostare il grosso delle precipitazioni dal mare alla costa, oppure dalla costa ai versanti interni.
PERCHÉ POTREBBE PIOVERE COSÌ TANTO?
Non siamo in presenza di quantità di energia atmosferica particolarmente elevate. Il meccanismo più interessante è un altro: la persistenza.
La struttura individuata dai modelli potrebbe mantenere attiva per molte ore una fascia di sollevamento dell'aria umida, favorendo precipitazioni ripetute, con fasi di maggiore intensità alternate ad altre meno attive.
I quantitativi molto elevati proposti da alcune elaborazioni derivano quindi soprattutto dalla durata del fenomeno, non necessariamente da precipitazioni violentissime e continue.
ATTENZIONE, PERÒ: QUESTA PRIMA FASE NON VA SOTTOVALUTATA.
Il fatto che l'energia disponibile non sia eccezionale non significa affatto che le precipitazioni non possano diventare molto intense.
Una struttura capace di rigenerare fenomeni sulle medesime aree per parecchie ore può produrre accumuli considerevoli, anche senza temporali particolarmente violenti in ogni momento.
Ed è proprio la persistenza del meccanismo, unita all'incertezza sulla posizione della fascia precipitativa, a rappresentare il principale elemento di rischio fra domenica e lunedì.
E QUI ENTRA IN GIOCO UN ALTRO ELEMENTO IMPORTANTE: LA RISPOSTA DEL TERRITORIO.
Non conta soltanto quanta pioggia cade, ma anche in quanto tempo e su quale superficie.
Un accumulo molto elevato, distribuito su parecchie ore e concentrato su una porzione limitata di territorio, può produrre conseguenze ben diverse dallo stesso quantitativo che investe rapidamente un intero bacino idrografico.
I piccoli bacini liguri, in particolare, possono rispondere molto rapidamente alle precipitazioni intense, mentre sui bacini più estesi assumono grande importanza anche la distribuzione della pioggia e il progressivo aumento della saturazione dei terreni.
Nelle ultime elaborazioni di AROME, una parte consistente degli accumuli maggiori rimane sul mare. Si tratta di un elemento relativamente favorevole, che tuttavia non rappresenta una garanzia: non possiamo escludere criticità anche importanti laddove le precipitazioni dovessero concentrarsi per diverse ore sugli stessi bacini.
E IL BASSO PIEMONTE?
Per il basso Piemonte la prima fase del peggioramento presenta, al momento, caratteristiche decisamente meno impegnative.
Fra le 10:00 di domenica e le 06:00 di lunedì sono previste precipitazioni generalmente contenute, senza particolari segnali di criticità negli scenari attualmente disponibili.
Le piogge dovrebbero interessare soprattutto i settori sudorientali, con maggiore probabilità fra l'Alessandrino meridionale, le aree appenniniche al confine con la Liguria e, più marginalmente, i settori orientali e sudorientali del Cuneese.
Altrove, sul Cuneese, i fenomeni potrebbero risultare più deboli, irregolari o intermittenti.
Anche in questo caso, però, stiamo parlando esclusivamente della prima fase prefrontale: non è ancora una valutazione del peggioramento nel suo complesso, soprattutto per quanto riguarda martedì.
COSA SUCCEDE DOPO LE PRIME ORE DI LUNEDÌ?
Qui dobbiamo distinguere le diverse fasi del peggioramento.
I modelli ad alta risoluzione tendono a interrompere l'organizzazione convettiva iniziale fra le 06:00 e le 10:00 di lunedì, in concomitanza con una riorganizzazione della circolazione sul Mediterraneo occidentale.
Potrebbe quindi aprirsi una pausa o una temporanea attenuazione delle precipitazioni.
Ma attenzione: non sarebbe necessariamente la fine della fase prefrontale.
L'approfondimento di una depressione sul settore delle Baleari potrebbe infatti favorire una seconda organizzazione delle precipitazioni, inizialmente sul Golfo del Leone.
Alcune elaborazioni, fra cui LaMMA, contemplano la possibilità che questa seconda fase prefrontale interessi nuovamente anche il centro della Liguria.
Si tratta, per il momento, di un'ipotesi ancora da verificare, sia nella sua effettiva realizzazione sia nell'eventuale distribuzione geografica dei fenomeni.
E POI ARRIVA IL FRONTE DI MARTEDÌ.
Come spiegato stamattina, i principali modelli globali, GFS e IFS, continuano a individuare nel successivo passaggio frontale la fase potenzialmente più importante dell'intero peggioramento, attribuendole la maggior parte delle precipitazioni complessive.
Il punto delicato rimane quindi la possibile successione di più fasi precipitativamente importanti, soprattutto qualora le prime lasciassero quantitativi già considerevoli sul territorio.
Attenzione, però: non possiamo sommare automaticamente gli accumuli previsti dai diversi modelli, perché ciascuna elaborazione rappresenta una propria interpretazione dell'evoluzione atmosferica.
Inoltre, gli scenari probabilistici continuano a suggerire maggiore prudenza rispetto ai quantitativi più estremi proposti dalle singole simulazioni deterministiche.
IN CONCLUSIONE
L'analisi di oggi ci permette di attribuire maggiore credibilità al meccanismo meteorologico responsabile delle precipitazioni prefrontali, ma non di confermare i quantitativi più estremi previsti dai modelli.
La collocazione esatta dei massimi, la durata della convergenza e la distribuzione temporale delle precipitazioni rimangono elementi determinanti.
La prima fase del peggioramento merita molta attenzione soprattutto sulla Liguria centrale, mentre sul basso Piemonte il quadro appare decisamente meno impegnativo.
Questo non significa che il rischio sia uniforme sull'intera fascia interessata, né che la successiva evoluzione possa essere considerata già definita.
Le allerte ufficiali vanno naturalmente rispettate, ricordando che i confini delle zone di allertamento non coincidono necessariamente con quelli dei fenomeni atmosferici.
Abbiamo qualche risposta in più su come potrebbe svilupparsi il peggioramento. Non ancora abbastanza per stabilire con precisione dove e quanto pioverà.
Da domani saranno soprattutto le osservazioni in tempo reale, attraverso radar, pluviometri e vento al suolo, a permetterci di valutare l'effettiva evoluzione del sistema.
Il prossimo aggiornamento arriverà domani, domenica 18 ottobre, entro il primo pomeriggio.
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SITUAZIONE GENERALE - FASE 1 (PREFRONTALE) DEL PEGGIORAMENTO ATTESO
Il quadro previsionale per domenica 18 ottobre, la successiva notte e le prime ore di lunedì presenta elementi di crescente attenzione, ma anche alcune importanti discrepanze tra i modelli.
I modelli ad alta risoluzione (LAM) descrivono una fase prefrontale già potenzialmente molto piovosa, con particolare attenzione al settore ligure compreso tra Capo Noli e il Monte di Portofino.
I due principali modelli globali, GFS e IFS, mostrano invece una situazione differente, pur essendo ormai quasi completamente sovrapponibili tra loro: una fase prefrontale decisamente più contenuta, seguita da un passaggio frontale particolarmente intenso (martedì), al quale attribuiscono circa l'80% (tra IM e CN anche il 90%) delle precipitazioni complessive.
La previsione probabilistica, per il momento, tende a ridimensionare gli scenari più estremi proposti dalle singole elaborazioni deterministiche.
Il punto delicato è proprio questo: qualora le precipitazioni prefrontali più abbondanti previste dai LAM trovassero conferma, e a queste seguisse un passaggio frontale dell'intensità prospettata dai modelli globali, il carico pluviometrico complessivo potrebbe diventare molto importante, anche in termini di risposta del territorio.
Attenzione, però: non possiamo semplicemente sommare gli scenari dei diversi modelli, perché potrebbero derivare da rappresentazioni differenti della medesima evoluzione atmosferica.
Al momento abbiamo quindi segnali che meritano attenzione, ma non ancora elementi sufficienti per definire con affidabilità intensità, distribuzione e conseguenze delle precipitazioni.
Tenterò un primo aggiornamento già questa sera, possibilmente con un'analisi più approfondita. Le prime precipitazioni prefrontali maggiormente organizzate sono attese da domani pomeriggio: avremo quindi, in ogni caso, modo di risentirci prima dell'inizio della prima fase dell'evento.
Vi allego le previsioni puntuali per oggi e domani, mentre resteranno del tutto esclusi lunedì e martedì, che, vista la complessità del peggioramento, tratteremo in seguito.
PROVINCIA DI CUNEO
2026-10-17
Mattino:
• Cielo: Molto nuvoloso in pianura; parzialmente nuvoloso sulla pedemontana; sereno o poco nuvoloso in montagna.
• Venti: Debole da sud-ovest in pianura, debole da nord-ovest sulla pedemontana, debole da sud-est in montagna.
• Temperature: Pianura 13/18 °C; pedemontana 11/17 °C; montagna 4/13 °C.
Pomeriggio:
• Cielo: Velato o coperto da nubi alte.
• Venti: Debole da nord-est in pianura, debole da nord-est sulla pedemontana, debole da sud-est in montagna.
• Temperature: Pianura 18/20 °C; pedemontana 16/20 °C; montagna 7/15 °C.
Sera/notte:
• Cielo: Parzialmente nuvoloso in pianura; nuvoloso o molto nuvoloso su pedemontana, montagna.
• Fenomeni: Possibili deboli precipitazioni locali su pedemontana, montagna.
• Venti: Debole tra ovest e sud-ovest.
• Temperature: Pianura 12/16 °C; pedemontana 11/15 °C; montagna 1/10 °C.
Semaforo stese: giallo nel pomeriggio tra Alpi e pedemontane.
A presto!



